5a tappa – Lago del Brasimone-Prato

Dalla diga si costeggia la sponda destra del lago Brasimone verso monte in direzione del Centro Ricerche ENEA. Poco prima dell’ingresso nell’area dell’ENEA si svolta a sinistra sulla strada che costeggia la recinzione del Centro Ricerche e risale il versante diventando sterrata. Si prosegue nel bosco fino ad incontrare la strada dell’Alpe di Caverzano, per girare a sinistra e raggiungere il crinale, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, in località passo S. Giuseppe.

Al passo la strada di Caverzano prosegue verso destra, mentre a sinistra si diparte via Bosco di Sopra. Si ignorano entrambe, prendendo invece di fronte il sentiero CAI 27, che scende rapidamente lungo un rio nella valle del Setta (attenzione, sentiero tecnico, la discesa può risultare difficile in caso di terreno bagnato; possibili tratti con bici a mano).

ALTERNATIVA 02
Chi vuole evitare la discesa impegnativa sul sentiero CAI 27 e i tratti con bici a mano, può prendere a sinistra la via Bosco di Sopra, sterrata che diviene poi asfaltata e si ricongiunge col percorso principale a valle, tra la località Badia e il centro abitato di Montepiano.

Giunti al termine della discesa, all’incrocio con una strada bianca si gira a destra, costeggiando il torrente Setta in sponda sinistra fino all’Abbazia di Santa Maria di Montepiano (è possibile anche attraversare il torrente e procedere su sentiero meno agevole in sponda destra, fino ad un guado con cui ritornare in sponda sinistra del Setta, all’altezza dell’Abbazia). Si procede ancora diritti attraversando la località Badia, poi per via Beato Pietro e via della Repubblica si raggiunge la SS 325 (via dell’Appennino) e l’abitato di Montepiano. Nel centro del paese, si prende a destra il bivio della SP 1 di Montepiano (o via di Risubbiani).

Si prosegue sulla provinciale per circa 3,0 km salendo al valico della Crocetta, per scendere poi ancora su asfalto per circa 1,4 km fino a superare un ampio tornante oltre il quale, subito prima del cartello stradale che segna il confine tra le province di Prato e Firenze, si incontra sulla destra una strada bianca in salita, indicata come sentiero CAI 20 (parte del sentiero escursionistico SO.F.T.- Anello del Mugello).

Si prende il sentiero, che attraversa il Parco del Memoriale della Linea Gotica, seguendolo fino ad incrociare la via della Soda e svoltare su questa a sinistra, scendendo rapidamente per circa 1,0 km fino ad uno stretto tornante che presenta una mulattiera che si distacca verso destra. Si imbocca la mulattiera che risale per circa 1,2 km fino all’incrocio con una strada sterrata sul crinale, dove si svolta a sinistra.

Si riprende così il sentiero CAI 20 che si segue con diversi saliscendi, superando il Poggio Cupola, il Poggio  della Dogana, scendendo ad incrociare una strada carrabile sterrata per affrontare poi la ripida salita al Poggio delle Prata, fino ad incontrare la strada asfaltata Vicinale del Molino, che si segue verso destra in discesa per raggiungere la Pieve di San Michele di Montecuccoli (possibile ristoro).

Si lascia la Pieve ritornando verso il borgo di Montecuccoli e imboccando sulla destra la mulattiera contrassegnata dalla segnaletica CAI 20 - Monte Maggiore. Si entra così nel percorso di crinale dei Monti della Calvana. Al primo bivio, appena superate le mura del borgo, si prende la direzione a sinistra mentre al successivo si tiene la destra in salita.

Si sale al Monte il Prataccio, si raggiunge il Passo della Croce, dove si incrocia la strada bianca che sale da Vaiano, per raggiungere poi le praterie sulla vetta del Monte Maggiore (m 916 s.l.m.), segnalata da un cippo, in cui è facile incontrare bovini e cavalli allo stato brado.

Dalla Cima si scende verso sud per circa 2,0 km su traccia di sentiero poco riconoscibile, fino ad incrociare una strada bianca che si prende verso sinistra; si procede sempre in discesa incontrando la strada vicinale del Castagnolo, per raggiungere con questa la strada asfaltata via di Faltugnano.

Si gira a sinistra attraversando l’abitato di Faltugnano; subito dopo il cartello segnaletico all’uscita dalla frazione, si svolta sulla strada sterrata a sinistra in leggera salita (ancora via Faltugnano), seguendola per circa un chilometro, fino ad un bivio con una strada chiusa che scende verso la località San Leonardo. Prima del termine di questa strada, si prende il sentiero a sinistra che scende con alcuni tornanti a fondovalle (attenzione, sentiero tecnico), raggiungendo una strada sterrata che supera il ponticello sul rio Buti e si immette sul percorso ciclopedonale comunale Fausto Coppi.

Si segue la ciclopedonale, che corre sempre sulla sponda destra del torrente Bisenzio, superando lo sbarramento fluviale del “Cavalciotto di Santa Lucia” e raggiungendo il Ponte al Mercatale, attraverso il quale si entra nel centro storico di Prato dall’omonima Porta Mercatale.

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da vedere

  1. Parco regionale dei Laghi Suviana e Brasimone

  2. Montepiano - Abbazia di Santa Maria

  3. Pieve di San Michele a Montecuccoli

  4. Monti della Calvana – M. Maggiore

  5. Prato

 

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1. Parco regionale dei Laghi Suviana e Brasimone

Il  Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone si estende dal confine toscano lungo la dorsale formata dal monte Calvi (1.283 m s.l.m.) e dal monte di Stagno, che si prolunga in direzione sud-nord, separando le valli dei torrenti Brasimone e Limentra di Treppio, principali immissari dei due invasi idroelettrici. I versanti arenacei dei gruppi montuosi sono rivestiti quasi per intero da boschi di querce, faggete e rimboschimenti di conifere. La scarsa frequentazione dei luoghi ha favorito la presenza della fauna selvatica, tra cui spicca per importanza il cervo.
Caratterizzano il Parco anche alcuni borghi di origine medioevale, come Bargi, Baigno, Badi, Stagno ed il piccolissimo e isolato Chiapporato, ormai in abbandono, con le case di sasso sovrastate dal ripido versante del monte Calvi. In località Porranceto di Baigno è attivo un centro visitatori, che comprende una foresteria con ristorazione e il Museo del Bosco.

 2. Montepiano - Abbazia di Santa Mari
La frazione di Montepiano del Comune di Vernio è collocata nella conca al confine tra Emilia e Toscana, sullo spartiacque tra il Bacino del Setta, affluente del Reno verso nord, e il Bacino del Bisenzio, affluente dell’Arno a sud.  Il passo di Montepiano, a 700 metri di quota, apparve fin dai tempi antichi un comodo valico appenninico. Transitarono da qui gli Etruschi, lungo la strada di Mezzacosta della Calvana in direzione di Kainua (Marzabotto) e, dopo di loro, i Romani.
L'Abbazia di Santa Maria a Montepiano sorse intorno al 1095, in una radura sul torrente Setta, presso il romitorio del Beato Pietro, fu ampliata prima del 1138, quando venne consacrata solennemente da Sant'Atto, vescovo di Pistoia. Monastero Vallombrosano, ebbe vasti possedimenti fino al Mugello e gestì uno "Spedale"; fu lasciato dai monaci nel XVI secolo, passando al clero secolare. Durante una ristrutturazione, nel 1843, venne gravemente danneggiata da un terremoto, che abbatté parte del complesso.

 3. Pieve di San Michele a Montecuccoli
Nella frazione di Montecuccoli del comune di Barberino del Mugello, al confine con il comune di Vernio, si trova la Pieve di Michele, documentata fin dal 990 e anticamente dedicata a Santa Gerusalemme. La chiesa fu profondamente trasformata nel ‘500 e successivamente nel XVIII secolo, tanto che oggi non mostra ormai più tracce della sua origine medievale.

 4. Monti della Calvana – M. Maggiore
La Calvana è una catena montuosa dell’Appennino toscano, posta al confine tra le province di Prato e Firenze, caratterizzata da una serie di rilievi che si snodano per una quindicina di chilometri fra i 700 e gli 800 metri, raggiungendo nel tratto centrale la cima più elevata con il Monte Maggiore a 916 metri.
I Monti della Calvana sono caratterizzati da grandi fenomeni carsici superficiali, scarsa vegetazione, rocce, dirupi, macchie fittissime ed impenetrabili. Dal 2003 è stata istituita un’area naturale protetta d'interesse locale (ANPIL); vi si collocano, inoltre, un sito di interesse comunitario (SIC), uno di interesse regionale (SIR) ed un complesso forestale facente parte del Patrimonio Agricolo-Forestale Regionale della Toscana.
I versanti sono ricoperti per la maggior parte da boschi di carpino, cerro e roverella. Alcune aree, soprattutto sul versante fiorentino, presentano rimboschimenti di conifere e cipressi. La parte sommitale, dai 700 metri circa fino ai crinali, è caratterizzata da praterie interrotte da macchie e boschetti, che costituiscono la particolarità ambientale della Calvana, in cui vivono quasi 60 specie di orchidee spontanee ed altre rare erbacee.
Le aree di crinale sono tradizionalmente utilizzate come pascoli dove è facile trovare la Calvanina (o Calvana), una razza bovina autoctona a rischio di estinzione, così come cavalli allo stato brado.

5. Prato
Prato è un comune di quasi 200.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, seconda città della Toscana e terza dell'Italia centrale per numero di abitanti.
La piana pratese fu abitata fin dall'epoca etrusca, ma la nascita della vera e propria città di Prato si fa risalire al X secolo, quando si hanno notizie di due centri abitati distinti e contigui, Borgo al Cornio e Castrum Prati, che in seguito si fusero.
La produzione tessile ha sempre svolto per l'economia pratese un ruolo di primissimo piano, fin dall'epoca medievale; ma è nell'Ottocento che Prato vide un impetuoso sviluppo industriale, che ne fa ancora oggi uno dei distretti più importanti a livello europeo.
Le attrattive storico-artistiche di Prato sono di grande rilievo, con un itinerario culturale che inizia con gli Etruschi per poi ampliarsi col Medioevo e raggiungere l'apice con il Rinascimento, quando lasciarono le loro testimonianze in città artisti del calibro di Donatello, Filippo Lippi e Botticelli.

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