8a tappa – Gambassi-Volterra

Si attraversa il centro storico di Gambassi Terme seguendo le indicazioni della Francigena e si esce lungo via delle Monache, poi sulla SP 64 in direzione di San Gimignano. Al primo tornante si svolta a destra seguendo le frecce Via Francigena - Luiano su strada che diviene bianca.

Ad una cappella si gira a sinistra su via Santa Maria a Chianni, si supera a destra l’agriturismo Torre Antica e la deviazione per l’azienda faunistico-venatoria “Il Monte” (strada della “Costa di San Vettore”, indicata come variante alla Francigena… ma vietata a biciclette e pedoni!), in località Luiano di Sotto. All’incrocio a T appena oltre un ponte in muratura (a destra rudere di un mulino) si gira a destra, poi immediatamente a sinistra, proseguendo su strada campestre che sale alla località Spinai. Qui si prende la strada bianca sulla sinistra dei fabbricati e si prosegue incontrando sulla destra il luogo dell’antico castello di Montecarulli, poi sulla sinistra l’ex chiesa di Santo Pietro (sec. XI-XII).

Giunti all’agriturismo La Piazzetta ci si immette nella strada asfaltata che proviene da Certaldo, seguendo verso destra le indicazioni via Francigena. Si procede su asfalto verso Pancole (Santuario con grotta del presepe), fino ad incontrare la strada sterrata di Cellole, dove si svolta a destra seguendo sempre l’indicazione Francigena.

Attraversato il borgo di Collemucioli, si raggiunge in breve la Pieve di Cellole, risalente al X secolo, in un’area di rinvenimenti archeologici etruschi e romani (in etrusco “cela”: piccolo luogo sacro). Si prosegue incontrando poco oltre la SP 69, dove si svolta a destra.

Dopo circa 1,5 km su asfalto si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per la Riserva naturale di Castelvecchio e la località Libbiano (agriturismo). Si prosegue sulla strada bianca lasciando a sinistra la deviazione per l’agriturismo “Casolare di Libbiano” e mantenendo la direzione per Antico Casale e Vagli (indicati come sentieri CAI 18 e 19).

Superata la fattoria di Vagli si segue sempre il sentiero CAI 19 fino al bivio con il sentiero che a sinistra sale verso Castelvecchio. Si prende invece a destra, in discesa, su strada carrabile comunale con fondo sassoso che porta alla località Cantiati poi, in forte salita, all’incrocio con la SP del Cornocchio, dove si svolta a sinistra seguendo la stessa provinciale fino ad incontrare sulla destra la strada comunale sterrata del Palagione (indicazioni per Pignano e Pieve di San Bartolomeo).

ALTERNATIVA 03
Al bivio poco oltre la fattoria di Vagli è possibile svoltare a sinistra sul sentiero indicato come CAI 19 per passare in prossimità delle rovine del castello e del borgo medioevale abbandonato di Castelvecchio (per la visita deviazione a piedi a sinistra). Lasciando Castelvecchio e girando invece verso destra su sentiero indicato come CAI TR-19, si raggiunge in salita la SP del Cornocchio, immettendosi nel percorso precedente che scende su asfalto, fino al bivio della strada del Palagione.

Si prende la strada del Palagione e la si segue passando a fianco del borgo medioevale e castello dui Pignano (oggi lussuoso resort) e della Villa Palagione (oggi centro interculturale e foresteria), alle pendici del Monte Voltraio, fino ad incontrare la SR 439, ormai ai piedi del colle di Volterra.

Per salire a Volterra si può prendere il sentiero poco evidente con fondo inerbito che, sul lato opposto della SR 439, una trentina di metri a sinistra rispetto all’incrocio, sale per circa 300 m nel bosco (sentiero CAI 21, primo tratto in forte pendenza) fino a collegarsi con uno stradello asfaltato, poi con via degli Allori, che si prende verso sinistra per immettersi sulla SR 68 (in totale km 1, dislivello m 120), circa 1,5 km prima delle mura del centro storico.

ALTERNATIVA 04 su asfalto:
Procedere a sinistra sulla SR 439 e svoltare a destra all’incrocio con la SR 68, raggiungendo così l’incrocio con via degli Allori (percorso con notevole traffico; km 2,3, dislivello m 120);

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da vedere

  1. Gambassi Terme
           
  2. Pieve di Cellole    
       
  3. Riserva naturale di Castelvecchio    
       
  4. Riserva naturale Montenero 
     
  5. Monte Voltraio 
     
  6. Volterra – Museo Etrusco Guarnacci  

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1. Gambassi -Terme
Gambassi Terme è un comune dell’Empolese, città metropolitana di Firenze, situato sulla via Francigena (Terme della via Francigena e parco benestare). Nei pressi di Gambassi, in comune di Montalone, è situata l’Area Naturale Protetta di Interesse Locale Alta Valle Torrente Carfalo, di circa 220 ettari, fra San Vivaldo, Sughera e Castelfalfi, istituita nel 2007, in cui sono stati rinvenuti in diversi siti resti di una tomba etrusca, di fornaci romane e di ruderi medioevali.

2. Pieve di Cellole
La Pieve di Cellole, o Pieve di Santa Maria Assunta, è un edificio religioso nel comune di San Gimignano.  Le prime testimonianze sulla chiesa risalgono a due carte datate agli anni 949 e 1011; a quel tempo risulta che la chiesa fosse dedicata a San Giovanni Battista.
I resti ritrovati nel territorio di Cellole, così come il suo stesso nome (dall’etrusco “cela”, piccolo luogo sacro), testimoniano l'origine etrusca dei primi insediamenti locali.

3. Riserva naturale di Castelvecchio
La Riserva naturale di Castelvecchio è situata in Val d'Elsa, pochi chilometri ad occidente di S. Gimignano. L'area protetta tutela un vasto territorio boscato, comprendente associazioni vegetazionali molto diverse tra loro, con macchia mediterranea nei punti più caldi e boschi ricchi di faggi e tassi a poche centinaia di metri di distanza. L'area di Castelvecchio risulta abitata già in epoca etrusca, quando forse vi era situata una sorta di rupe sacra. In epoca romana la zona, lontana dalle principali vie di comunicazione, risulta disabitata e fu poi nuovamente abitata tra la fine del VI e l’inizio del VI secolo.
Le rovine del castello di Castelvecchio, importante roccaforte medievale, da cui si gode un bellissimo panorama sui dintorni, sono una meta di riferimento per le escursioni nella Riserva.

4. Riserva naturale Montenero
La Riserva Naturale provinciale del Montenero è  un’area protetta istituita nel 1995. Occupa una superficie di 69 ha nel comune di Volterra, provincia di Pisa. Situata sulle colline plioceniche dell’alta Valdera, tra Volterra e S. Gimignano, la Riserva si estende sulle pendici settentrionali del M. Nero (508 m.), modesto ma erto rilievo posto alle spalle del paese di  Ulignano. La natura geologica conferisce a questi luoghi una morfologia impervia, con forti pendenze, rocce affioranti e profonde incisioni operate dal torrente Strolla, la cui azione erosiva ha creato, nella parte alta, una profonda gola e alcune cascatelle, determinando nel complesso un paesaggio assai suggestivo.
Presso Ulignano erano situate le cave di alabastro di grana giallognola, già sfruttate al tempo degli Etruschi.

5. Monte Voltraio
Il Monte Voltraio, ad Est di Volterra, emerge e si differenzia dal paesaggio argilloso circostante per il suo profilo piramidale, dovuto alla costituzione geologica in sabbie e calcari arenacei, che danno luogo sul lato orientale del rilievo ad una vera e propria scarpata rocciosa verticale. Proprio in virtù di tali caratteristiche naturali questo piccolo rilievo (458 m.) divenne sede di un insediamento fortificato a controllo delle vie di transito:  la Rocca di Monte Voltraio.
Ai piedi della rocca si trova la Villa Medicea del Palagione, fatta costruire dalla nobile famiglia volterrana dei Minucci, curatori degli interessi politici ed economici dei Granduchi di Toscana nella zona.

6. Volterra Museo Etrusco Guarnacci
Volterra, oggi in provincia di Pisa, è stata una delle principali città-stato dell’Etruria. Veláthri (il nome etrusco di Volterra) faceva parte della confederazione etrusca, detta dodecapoli etrusca o lucumonie. Il re e gran sacerdote era detto lucumone. Il nome della città etrusca è ben leggibile nella serie di monete conservate al Museo etrusco Guarnacci.
Volterra fu sede nel medioevo di un'importante signoria vescovile, avente giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane. Oggi conserva un notevole centro storico in cui rimangono dell’epoca etrusca la Porta all'Arco, la Porta Diana, che conserva i blocchi degli stipiti; gran parte della cinta muraria costruita con ciclopici blocchi di pietra locale, l'Acropoli, dove sono presenti le fondamenta di due templi, vari edifici ed alcune cisterne e numerosissimi ipogei utilizzati per la sepoltura dei defunti.Da ricordare, tra le rovine romane, il Teatro ad emiciclo, oltre agli edifici medievali, come la Cattedrale, la Fortezza Medicea ed il Palazzo dei Priori, sull'omonima piazza centrale dell'abitato.

Museo Etrusco Guarnacci : è uno dei più antichi Musei pubblici d'Europa, nato nel 1761, quando il nobile abate Mario Guarnacci (Volterra 1701-1785) donò il patrimonio archeologico raccolto in anni di ricerche e acquisti al "pubblico della città di Volterra". La donazione, ricca di una biblioteca con oltre 50.000 volumi, oltre a dotare la città di uno strumento culturale importantissimo, scongiurò il pericolo che l'ingente patrimonio accumulato si disperdesse. Accresciuta da successive acquisizioni e dagli esiti delle ricerche archeologiche condotte dai responsabili scientifici dell'Istituzione stessa, nel 1877 la collezione fu collocata nella sede di palazzo Desideri Tangassi, dove tutt’ora si trova.

Ciclocai -  Club Alpino Italiano - C.A.I Sezione di Bologna "Mario Fantin"

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