9a tappa – Volterra-Villetta di Monterufoli (Canneto)

Si esce dal centro storico di Volterra dalla Porta all’Arco (resto delle antiche mura etrusche), si attraversa il passaggio pedonale di via Garibaldi e si prosegue su Borgo Sant’Alessandro per qualche decina di metri per svoltare a sinistra, subito prima della Chiesa di Sant’Alessandro, in via Cesare Battisti, che si segue fino al termine dove, poco dopo aver superato la vecchia stazione ferroviaria, incrocia la SR 68-Borgo San Lazzaro.

Si procede sulla SR 68 per circa 800 metri fino ad incontrare sulla destra la strada vicinale di Zambra su cui si svolta per scendere verso il fondovalle Cecina.

Si prosegue sempre diritti sulla strada Zambra, dapprima asfaltata poi sterrata, scendendo per alcuni chilometri ed ignorando le varie deviazioni che si incontrano a destra o a sinistra. Superata con alcuni tornanti una breve salita, la discesa riprende su fondo più sconnesso. Poco prima di raggiungere il fondovalle Cecina si svolta a sinistra e si procede sempre su sterrato in discesa per circa 1 km fino ad incontrare la SR 439 asfaltata.

Si gira a sinistra seguendo la SR 439 in direzione Pomarance e si supera il ponte sul fiume Cecina, per risalire sul versante opposto con alcuni tornanti, fino ad incontrare a sinistra la SP 47 per Libbiano e Micciano (complessivamente si percorrono sulla SR 439 poco meno di 7 km).

ALTERNATIVA 05 (su viabilità privata, se praticabile)
Appena superato il ponte della SR 439 sul Cecina, si svolta a destra sullo stradello sterrato che costeggia la sponda del fiume e lo si segue fino ad un incrocio, dove si gira a sinistra (a destra si va verso un guado del fiume Cecina che condurrebbe alla SR 439, ma non risulta praticabile se non in condizioni particolari di magra).
Si risale il versante seguendo le diverse cavedagne fino ad incrociare la strada asfaltata comunale di Cerreto-Canova, che si prende verso sinistra per immettersi nella SR 439 circa 1,6 km prima del bivio della SP 47 per Libbiano e Micciano.

Al bivio si prende la SP 47 in discesa fino a superare il ponte sul torrente Trossa. Oltre il ponte, la SP 47 prosegue diritta per Micciano, mentre a sinistra si dirama la strada comunale di Libbiano.

Qui vi sono due percorsi possibili per proseguire verso sud ed attraversare la Riserva Naturale di Monterufoli.

Percorso da Libbiano : si imbocca la strada comunale a sinistra che sale asfaltata, ma con notevole pendenza e alcuni tornanti, fino alla località Libbiano. Da qui si prosegue su percorso sterrato lungo il crinale all’interno della foresta della Riserva Naturale di Monterufoli, lasciando a sinistra la Fattoria Monterufoli. Poco oltre si incontra sulla destra il percorso proveniente da Micciano.

Percorso da Micciano : si prosegue sulla SP 47; dopo avere lasciato a destra il bivio per Lungaiano, la strada sale con diversi tornanti ravvicinati fino all’abitato di Micciano. Poco oltre il paese, incrociata di nuovo la deviazione a destra per Lungaiano, si lascia la SP 47 asfaltata per imboccare a sinistra la strada sterrata comunale dei Poggi. Si prosegue per lo sterrato che si addentra nella foresta di Monterufoli, ignorando diverse deviazioni, fino ad incontrare la strada sterrata di Libbiano, su cui si gira a destra.

(Nota: l’itinerario ad anello tra il bivio della SP 47-Libbiano-Fattoria Monterufoli-Micciano, che percorre sul crinale tutta l’area naturale della “Riserva forestale di Monterufoli”, è segnalato come itinerario ciclabile ed escursionistico con il numero CAI 18.)

Proseguendo sul crinale, dopo circa 2,5 km dal punto di incontro dei percorsi da Libbiano e da Micciano, si incontra a destra uno stradello in discesa chiuso da cancellata, ma accessibile a piedi e in bicicletta, che porta all’Agriturismo Villetta di Monterufoli e all’abitato di Canneto, indicato come sentiero CAI 17.

Si scende con una serie di tornanti attraverso una zona caratterizzata da miniere abbandonate (lignite, magnesite) fino all’agriturismo, ricavato da un edificio destinato un tempo ad uffici e servizi per l’attività mineraria, dove è possibile il pernottamento. In alternativa si prosegue sullo sterrato fino alla SP dei Quattro Comuni e si gira a sinistra per risalire su asfalto, per circa 3 km, fino a Canneto (agriturismo, B&B, trattorie).

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da vedere

  1. Volterra – Porta all’Arco  

  2. Borghi di Libbiano e Micciano  
      
  3. Riserva naturale Foresta di Monterufoli-Caselli    
       
  4. Villetta di Monterufoli e antiche miniere        

 

 

 

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1. Volterra - Porta all’Arco
La Porta all'Arco di Volterra, che risale al periodo fra il IV e il III secolo a.C., fa parte della cinta muraria della città e ne rappresenta il principale accesso da sud, così come l'altra porta etrusca, Porta Diana, lo è a nord. E’ una delle più note e caratteristiche architetture della Volterra etrusca; l’arco in pietra è decorato sulla facciata esterna da tre sculture a forma di testa umana, sulle quali si sono fatte varie interpretazioni.
La Porta all’Arco ha come caratteristica più appariscente la policromia, in quanto nella costruzione sono stati utilizzati tre diversi tipi di roccia: nei piedritti un calcare arenaceo giallastro, nell’arco un calcare grigio, mentre le tre teste sono scolpite in selagite rossastra.

2. Borghi di Libbiano e Micciano
Il borgo di Libbiano è un piccolissimo e suggestivo insediamento medievale, ma di antichissima origine romana, da cui prende anche il nome, dal latino Castrum Liviani. Dalla sua sommità, in cui sono ancora ben visibili i resti di un antico castello si gode di un panorama dalle Colline Metallifere a quelle senesi, Pomarance, Volterra, Montecatini val di Cecina fino alle montagne dell'Appennino pistoiese e della Garfagnana. Pittoreschi alcuni vicoli tra le vecchie case in parte costruite durante il Medioevo con i resti lapidei dell'antica fortificazione.
Il borgo di Micciano, edificato su un monte ai piedi del Cassero, si trova a più di 470 metri dal livello del mare, fra le valli del Trossa e del Cecina; dalle sue mura si vede Volterra di fronte e a sinistra il mare Tirreno fino alla Gorgona. Le sue origini sono romane. Il suo fondatore si dice essere stato un legionario, Mitius, al quale Cesare donò quel territorio nel 59 a.C.

3. Riserva naturale Foresta di Monterufoli-Caselli
La Riserva Naturale Foresta di Monterufoli-Caselli è un'area naturale protetta istituita nel 1995 che occupa una superficie di quasi 5.000 ettari in provincia di Pisa. Riveste una grande importanza paesaggistica e naturalistica per l’ottimo stato di conservazione dei luoghi e la presenza di biodiversità. La Riserva include i complessi forestali di Monterufoli-Caselli, con vaste foreste e fitte macchie, attraversate da una rete di torrenti, quali lo Sterza ed il Trossa, che determinano una delle zone wilderness più importanti della Toscana.
L’habitat particolarmente vario ospita numerose piante e animali ed è caratterizzato da una flora endemica e soprattutto da interessanti mineralizzazioni e formazioni geologiche che attraggono gli appassionati di geologia e gli escursionisti.

4. Villetta di Monterufoli e antiche miniere
La Villetta di Monterufoli è un azienda agrituristica e vinicola collocata al centro della ex zona mineraria delle colline metallifere, nel luogo dove un tempo era presente un antico deposito della miniera di magnesite e lignite, in particolare calcedonie, che venivano estratte fin dal XIV secolo dall‘Opificio delle pietre dure di Firenze. L’edificio principale dell’azienda è stato fino al 1929 stazione teleferica e ferroviaria per i trenini della ferrovia della miniera di lignite di Monterufoli.

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